Pubblicato da: thinkingdigital | 12 aprile 2011

Il cloud computing protagonista della 36a edizione dell’OMAT di Milano

Cloud computing

Cloud computing

Il 5 e 6 Aprile presso l’ATA Hotel di Milano si è tenuta la 36° edizione dell’OMAT,  manifestazione che riunisce (IBM, Accenture, Kodak, HP), istituzioni (Anorc), accademici (Sda Bocconi), utenti ed esperti per discutere sulla gestione dei contenuti  digitali attraverso le nuove tecnologie.  Le due giornate hanno coinvolto più di 300 partecipati in convegni, tavole rotonde e visite all’area espositiva per conoscere e approfondire le strategie di business per superare le sfide proposte dalla gestione delle informazioni.

Tra le tecnologie proposte durante le sessioni hanno goduto di largo spazio i Sistemi di collaborazione sociale, la Conservazione sostitutiva  e soprattutto il Cloud computing presentato come tecnologia vincente per migliorare l’efficienza della struttura informatica delle Piccole e medie imprese.

Per Cloud computing si intende una modalità di elaborazione Internet (Cloud=nuvola, è un modo comune di rappresentare la Rete) in cui le risorse hardware e/o software vengono distribuite con un approccio simile a una centrale elettrica e sono rese accessibili da remoto. Il Cloud computing , nato come evoluzione del grid computing e poi consacrato dai servizi offerti da Google ed Amazon, è ottimale quando non servono storage e capacità di calcolo in loco, ma si ha a disposizione delle reti da cui fruire risorse di ogni tipo anytime, everywhere e da qualsiasi device.

Il Cloud computing  può seguire 3 paradigmi:

  1. IAAS (Infrastructure as a Service), attualmente è la strategia più diffusa, che consiste nel gestire in outsourcing i server e le attività di backup, storage e networking, mentre le applicazioni, i programmi eseguibili e i database continuano ad essere gestiti all’interno dell’azienda garantendo la sicurezza dei dati trattati.
  2. PAAS (Platform as a Service), in cui soltanto le applicazioni sono gestite internamente, mentre tutti gli altri servizi (networking, storage, server, database, sicurezza, eseguibili) sono gestiti da server in remoto;
  3. SAAS (Service as a Platform), è il sistema più avanzato ed estremo, che permette di portare tutti i servizi informatici dell’azienda sulla nuvola e di fruirne on demand in base alle esigenze contingenti.

Possiamo distinguere, inoltre, tre modelli di cloud computing: pubblico, privato ed ibrido. Il modello privato (private cloud) è quello attualmente più diffuso poiché prevede che le infrastrutture siano di proprietà di una sola organizzazione e che la condivisione delle risorse possa avvenire solo all’interno  dell’organizzazione stessa, garantendo la sicurezza sul trattamento dei dati (che viaggiano su una rete chiusa all’esterno, accessibile solo da LAN aziendale). Il modello pubblico, prevede che l’infrastruttura sia è di proprietà di un fornitore di servizi IT che vende servizi di cloud computing ai propri clienti. Invece, il modello ibrido, prevede un’infrastruttura che si compone di due o più nuvole (private o pubbliche) che interagiscono fra loro per condividere risorse.

Qualunque sia il modello adottato, grazie a tale tecnologia è possibile mettere a disposizione delle aziende una Piattaforma (PaaS), un’Infrastruttura (Iaas) e dei Software (SaaS) on-demand e/o pay per use, a costi ridotti e senza doversi preoccupare di progettazione, istallazione e manutenzione, concentrando le energie solo sul core business. Mentre in passato l’azienda acquistava e gestiva l’intera infrastruttura, adesso può affittare tutto ciò che le serve per ottimizzare i suoi processi, fruendo di servizi customizzabili e consumabili on-demand, solo quando serve (per es. l’uso di un processore per un’ora o lo storage per un giorno) riducendo i costi legati all’acquisto ed alla gestione di infrastrutture e potendo accedere alle risorse solo quando c’è una reale necessità.

Le applicazioni Saas possono essere di 4 tipi:

  1. personalizzate ad hoc per un cliente,
  2. configurabili per un cliente,
  3. con architetture multi cliente (multitenancy) aggiornabili un una volta sola, ma configurabili per singolo cliente,
  4. scalabili, on demand.

In ogni caso il cloud computing permette un notevole risparmio sui costi aumentando la produttività (nessun investimento a lungo termine  in infrastruttura, programmazione o aggiornamento, si paga a consumo), il superamento delle barriere burocratiche che spesso comporta la gestione dei rapporti con la direzione IT e una maggiore efficienza dei costi grazie alla quantificazione delle singole voci di costo (es. consapevolezza di quanto costa una casella e-mail).

Il Cloud computing attualmente si scontra con lo scetticismo di coloro che temono per la riservatezza, l’integrità e la sicurezza dei dati che transitano sulla nuvola, sopratutto in termini di privacy e di aderenza alle norme vigenti. Ostacoli che verranno superati quando si farà maggiore chiarezza sul piano normativo, con la definizione dettagliata di un manuale tecnico accoppiato al nuovo CAD.

Questa edizione dell’OMAT ha confermato, comunque, che stanno diffondendo rapidamente le soluzioni Saas dedicate alla gestione delle e-mail, della messaggistica e della condivisione dei documenti online. Si stima che in Italia costi ed inefficienza legati alla gestione dei documenti cartacei pesino tra il 3 e il 5% del PIL (80% costi di personale e 206 costi diretti). Secondo il primo studio sull’argomento del CEBR (Centre of economics and Businnes Research) entro il 2015 l’impatto economico del Cloud computing sui 5 principali paesi europei è valutato 177,3 miliardi di euro di cui 33,1 in Italia. In questo contesto trovano terreno fertile applicazioni come il DMS CuDoMa, lanciato quest’anno da WRP srl, che consente la piena operatività in tempi brevi, senza installare nulla o dover intervenire sulle applicazioni, per distribuire, archiviare e reperire con facilità documenti elettronici.

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