Pubblicato da: thinkingdigital | 28 giugno 2009

Teaser: Valentina ti amo – Marco anch’io ti amo

Valentina ti amoDai primi di giugno la città di Palermo è stata invasa da una serie di cartelloni, dai 6×3 alle paline, con un romantico messaggio d’amore per una fantomatica Valentina. Ovviamente è subito scattata la caccia all’autore di questo messaggio e sulla motivazione che lo avesse spinto a un così eclatante gesto: “O Valentina è una donna molto fortunata, o lui ha combinato qualcosa di VERAMENTE grosso…”, si commentava per le strade dando vita ai classici meccanismi del passa parola
E’ stato addirittura aperto un gruppo su Facebook  “per tutti quelli che vogliono sapere chi è l’autore del messaggio”. Non tutti si saranno accorti che in realtà si trattava della classica una campagna teaser . “Teaser” viene dall’inglese to tease, “stuzzicare”, “intrigare”, “incuriosire”, una campagna teaser è caratterizzata, infatti, dalla diffusione di messaggi che incuriosiscono e creano mistero senza far capire quale sia il prodotto pubblicizzato, al fine di attirare l’attenzione e avviare meccanismi virali sull’argomento. Stimolando l’attesa verso il messaggio prima di manifestarlo, si rafforza il suo effetto al momento della comparsa. Il gioco si scopre solo nell’ultima fase, quando compare il vero a proprio messaggio di marca.

Marco daiQuiriE così è stato. Da qualche giorno, infatti, sono comparsi nuovi cartelloni con la risposta di Valentina: “Marco anch’io ti amo, ma i mobili li compiramo da DaiQuiri, solo in via La Marmora”.

Ebbane sì, nonostante i più romantici possono credere alle dichiarazioni di Adduma, l’agenzia che ha curato la campagna, secondo cui il primo messaggio dovrebbe essere una reale dichiarazione d’amore, sul secondo messaggio non ci sono dubbi, si tratta della campagna di affissione ideata per il negozio di arredamenti DaiQuiri.

Da quel che ho notato si tratta di una campagna ben riuscita, quindi faccio i complimenti ai creativi che l’hanno ideata.

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Responses

  1. Alcune fonti, piuttosto attendibili, mi hanno confemanto che il primo messaggio era realmente un messaggio d’amore da parte di un ragazzo, che non si chiama Marco però, il quale ha speso circa 10.000 euro per far colpo sulla sua innamorata. Solo in seguito Daiquiri arredamenti ha chiesto la liberatoria per la sua campagna.
    Sarà così?

  2. non è così! anche il manifesto originario è una trovata pubblicitaria. si trova a modica(rg) e anche tutta la provincia ne è tappezzata. una fantomatica valentina ha tentato di convincere tutti facendo credere che i manifesti fossero per lei, ma a distanza di mesi è uscita la tanto attesa risposta ” marco anche io ti amo ma i mobili li compriamo da mondo mobili convenienza”, mobilificio della provincia che non ha nulla a che vedere con la daiQuiri….
    e poi, ai limiti della credibilità, chi è questo pazzo che spende 10.000 euro per dei manifesti???? le avesse regalato un viaggio,una macchina, un gioiello almeno…..


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