Pubblicato da: thinkingdigital | 22 gennaio 2012

Terza edizione dell’European Email Marketing Consumer Report 2011

ContactLab ha pubblicato i risultati della terza edizione  dell’European Email Marketing Consumer Report 2011, ricerca che si pone l’obiettivo di identificare i trend più significativi e fornire spunti utili per la definizione di strategie di email marketing.

L’indagine mette a confronto le abitudini e i comportamenti degli utenti europei (Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna) nell’utilizzo della posta elettronica e newsletter.

In particolare, quest’anno viene analizzato il rapporto tra email marketing, e-commerce, social network, con particolare attenzione alla costante crescita dei dispositivi mobili e la novità rappresentata dai siti di gruppi di acquisto online.

Pubblicato da: thinkingdigital | 10 gennaio 2012

2011 in review

WordPress.com mi ha inviato l’ Annual report di questo blog. Considerando che in questi ultimi anni l’ho un po’ trascurato devo dire se sono comunque soddisfatta delle vostre 2.100 visite.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 2.100 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 35 trips to carry that many people.

Clicca qui per vedere il report completo.

InnLab locandinaGiovedì 10 Novembre 2011, sotto il patrocinio di Innovactionlab ed Ethyca, in partnership con l’incubatore Consorzio ARCA, si è tenuto l’evento “InnLab & Venture Capital“.
Alla la Facoltà di Ingegneria di Palermo si sono riuniti venture capitalist (investitori privati) intenzionati a finanziare idee start up e spin off nel settore ICT.
Il workshop condotto da Augusto Coppola, Co –Founder InnLab, ha dato la possibilità a giovani e imprenditori desiderosi di far conoscere la propria idea imprenditoriale e di business nell’ambito dell’ICT, di presentare a Quantica ( fondo da circa 80 milioni di euro per il Sud)  pitch di 7 minuti ciascuno. InnovActionLab (http://www.facebook.com/InnovActionLab) selezionerà e assisterà le idee migliori su cui investire attraverso oltre 100 testimonial di venture capital italiani.
Come ci insegana Luca Lani nel suo blog, i Venture capitalis si dividono in 3 categorie:

  • Business angels, investono su un’idea con investimenti  dai 20k ai 100k, operando quasi sempre  personalmente.  Operano privatamente e spesso sono membrei associazioni di Angels come l’IAG:
    • Italian Angels for Growth E’ una associazione di quasi 100 business angels  che opera però non solo su internet e digitale ma anche nel biomedicale ed altri settori. Un team centrale vaglia i progetti e li presenta ad i soci (angels) in alcuni momenti dell’anno. Dopo un breve speech del founder della start-up decidono se e quando investire individualmente.
      Il processo dura minimo 4-5 mesi  ed il range delle operazioni va da 50 a 500k euro. (Iag website).
  •  Seeding o “early stage”investono tra i 50k e i 500k, quando esistente un’idea e il prototipo, contribuendo all’apertura dell’azienda e ai primi test verso i consumatori o i clienti.  Ne fanno parte:
    • Dpixel Coordinata da Gianluca Dettori, è molto nota e molto attiva. In genere investe dai 70 ai 350, focalizzata solo sul digitale e internet. Hanno investito tra gli altri in Seolab, ed hanno un team di analisti esperti del  web   (Info su Dpixel website)
    • Annapurna Fondata da Massimiliano Magrini (ex country manager google). Investe nel tipico range del Seeding ed early stage. Seleziona nuove imprese nella fase iniziale del loro ciclo di vita, fornendo loro un supporto finanziario, analitico e di affiancamento imprenditoriale. La società opera principalmente nell’ambito dell’economia digitale, con un focus specifico sui servizi web, il software per imprese e la tecnologia mobile. Portfolio giovane, come giovane è la società. Recentemente è stata annunciata una operazione su Paperlit ( Info su Annapurna Website)
    • H-farm Fondata da Donadon (ex E-tree) è un VC sui generis perchè svolge più il ruolo di incubatore offrendo spazio, ufficio, competenze (oltre ai soldi). Range di investimento tipico del Seeding. (site Hfarm)
  • VC e fondi da Round pieno: sono i finanziatori più  grandi che fanno i round (solitamente da 1 a 3) e che investono dai 500k ai 2 mln di euro .  Vi rientrano:
    • Vertis Fondo di Napoli con capitale misto privato e pubblico, che investe nel settore  digitale e biomedicale,  e su prodotti e processi di innovazione. Investono sino  a 2 mln , ma solo in società che hanno almeno una sede operativa nel meridione (abruzzo compreso, lazio escluso) (Info website Vertis ).
    • Quantica. Fondo di Milano che ha una grande dotazione di capitale (in parte pubblico) ed ha un nuovo fondo  dedicato al meridione. Ha  già investito in Liquida, e quindi ha una buona conoscenza del mercato digitale.  (Info sito Quantica)
    • Innogest Fondo di Torino, uno dei più grossi  in Italia con disponibilità vicine agli 80 mln, ricerca aziende innovative e in rapida crescita ma predilige le attività con espansione internazionale. Hanno investito tra gli altri in TheBlogTv e Mobango, realtà interamente digitali.  (Info Innogest)
    • 360 capital partner Fondo italo-francese  con sede a Parigi e Milano, che investe quasi esclusivamente in Francia. In Italia ha portato a termine l’operazione Mutuionline con la quotazione (operazione nata molti anni fa). Uno dei principali esponenti è Fausto Boni  (Website)
    • Atlante sono 2 fondi con sede Milano e Napoli del Gruppo IntesaSanpaolo,  uno è dedicato al meridione finanziato con parte di soldi pubblici. L’altro su tutto il territorio nazionale è  parzialmente impiegato. Gli investimenti sono perlopiù su biomedicale, innovazione di processo, ancora poco internet. Presenza. (Info Website)
    • Francesco Micheli Associati, di Milano a  metà strada tra un fondo ed un Family office. E’  il team che investe per Francesco Micheli (ebiscom, fastweb) ed il figlio Carlo  (Born4shop adesso fuso con Saldiprivati di Banzai). Preparatissimi, da visitare assolutamente ma solo se c’è un piano molto solido.
    • Fondi Esteri sono da  considerare solo se il progetto ed il piano hanno un respiro europeo e se l’azienda è già avviata ad uno stadio rilevante.
Pubblicato da: thinkingdigital | 29 maggio 2011

Exploro: l’APP LBS per il turismo made in Italy

Exploro è un innovativo sistema multipiattaforma d’interazione “individuo-contesto”, studiato per fornire servizi geo-social a turisti e cittadini.

Il servizio è fruibile da qualsiasi smartphone scaricando l’apposita applicazione che segnala su mappe interattive i punti di interesse presenti nei paraggi e contemporaneamente consente di commentare e inserire i proprio luoghi preferiti.  Tutti gli utenti iscritti possono aggiungere recensioni, inglobare video, e condividere le proprie esperienze.

Oltre all’applicazione mobile, il progetto Exploro prevede un portale web ricco di notizie e approfondimenti e un circuito di totem touch screen posizionati in luoghi pubblici del territorio con  elevato flusso di passanti (alberghi, stazioni, uffici postali).
Il totem nella parte inferiore dello schermo consente di effettuare tour virtuali  e riproduce i dati disponibili sull’applicazione e sul portale, mentre nella parte superiore espone messaggi pubblicitari in digital signage. In questo modo anche tutti coloro che non hanno ancora dimestichezza con gli smartphone posso fruire dei contenuti di Exploro.

Il progetto –  frutto del lavoro del team totalmente italiano di RPS Consulting - è stato lanciato il 24 Marzo 2011 ed ha debuttato a Roma durante la beatificazione di Giovanni Paolo II, ma è ancora in grande evoluzione. Presto verranno implementati anche servizi di mobile payment basati su tecnologia NFC (Near Field Communication) che, oltre a permettere di effettuare transazioni, consentirà di scaricare i contenuti semplicemente accostando il dispositivo mobile ad un apposito lettore.

Tra le altre novità, a breve partirà un programma fidelizzazione con raccolta punti accumulabili effettuando i check-in e  gli aggiornamenti della propria posizione geografica. I punti premetteranno di ricevere premi, che potrebbero essere dei  buoni messi a disposizione dai partner commerciali di Exploro.

Di seguito potete visionare una breve presentazione:

Potete scaricare l’applicazione dall’Android market o da iTunes.

Pubblicato da: thinkingdigital | 28 maggio 2011

E-mail analytics: metriche per la valutazione di campagne DEM

Ciclo di vita DEM

Ciclo di vita DEM (Fonte: MailUp)

Il direct e-mail marketing (DEM) è una forma economica e misurabile di marketing diretto praticata attraverso l’uso della posta elettronica  per diffondere messaggi commerciali e non.

Per pianificare una campagna DEM occorre seguire le fasi del ciclo di vita sapientemente sintetizzato nel blog di mail-up :

    1. Definizione Obiettivi e dei KPI (Key Performance Indicator)
    2. Analisi del Target di riferimento
    3. Progettazione del messaggio con attenzione all’oggetto e alle Call To Action
    4. Invio
    5. Analisi dei dati
    6. Profilazione degli Utenti del proprio DB in funzione della sensibilità verso determinati argomenti.
In questo post focalizza l’attenzione sul punto n.5, ovvero analizzeremo le principali metriche dell’e-mail analytics, utili per la valutazione delle vostre campagne DEM:
a) N. E-mail inviate (sent): è il totale delle email inviate.
b) N. e-mail errate o bloccate (bounces) sono le email RITORNATE indietro per vari motivi, gravi (HARD BOUNCE) o meno (SOFT BOUNCE):
  • hard bounces (HB- errori gravi) ad esempio email che non esiste unknown users (caselle inesistenti)
  • soft bounces (SB – errori  nn gravi temporanei) ad esempio casella email che è piena o rejected (e-mail rigettate)

Ci sono almeno una ventina di cause possibili per le email ritornate mentre, detto in maniera generica, le bloccate sono quelle bloccate da anti-spam. Gli ISP superata una certa soglia di indirizzi errati possono rigettare i successivi tentativi di invio bloccando l’IP di invio o il mittente o il dominio del sito.

  • Tasso di errore (bounce rate): ritornate/inviate * 100
    Non dovrebbe superare il 5% (se gli indirizzi sono confermati) o max 10%
    Indica la qualità della lista, è bene eliminare gli Hard bounces, soprattutto le caselle inesistenti. Un picco nel tasso di errore è sintomo di  problemi di deliverability, probabilmente a causa di sistemi anti-spam.

c) E-mail recapitate o consegnate (Delivered) sono le e-mail recapitate al server del destinatario, ma che possono non giungere alla sua casella di posta. E’ il totale delle email inviate togliendo quelle ritornate (ritornate, bloccate, ecc). Quindi sono le email che sono state recapitate con successo al destinatario, senza dare errori. L’interpretazione corretta dovrebbe partire dalle e-mail recapitate e non da quelle inviate.

  • Tasso di recapito (delivery rate): (e-mail inviate-ritornate)/ inviate * 100
    Un valore ottimale è tra l’80% e il 95%

d) E-mail recapitate nella casella di posta in arrivo (Inbox delivered): n. e-mail recapitate – n. e-mail non pervenute.

  • Tasso di recapito (inbox delivery rate): e-mail recapitate/ inviate * 100
  • Tasso e-mail accettate (accepted rate): inviate – rigettate – caselle inesistenti / inviate * 100

e) Aperture (Opens): n. di volte che il messaggio è stato aperto in modo completo (comprese le immagini) anche dalla stessa persona. quante volte il messaggio è stato aperto. Un utente può aprire un messaggio più volte. Se un utente apre il messaggio senza scaricare le immagini, il valore è sottostimato.
È bene inserire il pixel di rilevamento alla fine del messaggio, in modo da scartare tra gli apertori coloro che scorrono velocemente il messaggio senza soffermarsi a leggerlo.

  • Tasso di aperture (Open rate o OR): Aperture/Recapitate * 100
    Valori nella norma sono tra il 15% e il 35%. Arrivare al 60% è un ottimo risultato.
    Valori sotto il 10% sono sintomo che la lista è poco fidelizzata o non interessata all’argomento o che ha difficoltà a cancellarsi e ha inserito il sistema anti spam
    L’apertura e i lettori sono legati unicamente a due fattori: riconoscibilità del mittente (usare quindi un nome mittente conosciuto) e tipo di oggetto (dev’essere breve e anticipare la parte più interessante del contenuto).  Il valore cresce quanto maggiore è l’interesse del target all’argomento e all’oggetto.
    Dalla sua analisi storica si può identificare quali sono gli argomenti e le parole chiave di maggiore interesse per il target; questo dato permette di segmentare la lista individuando i profili di utenti da sollecitare con messaggi mirati. Il valore può essere gonfiato dal numero di inoltri.
    Attenzione che un basso valore di aperture può essere anche spiegato da messaggi che si possono leggere bene anche senza scaricare le immagini (l’apertura viene conteggiata solo se l’utente scarica le immagini).

f) Lettori unici (Readers o unique opens): n. di teste che hanno aperto il messaggio. Sono utenti che hanno letto almeno una volta il messaggio e sono stati identificati perché hanno scaricato le immagini o hanno cliccato su un link. Sono quindi lettori unici.
Questo valore è sotto stimato perché non tiene traccia di eventuali inoltri dell’email (effetto inoltro)  o del fatto che le caselle come “info@” sono lette da più persone (effetto alias). Quindi il valore sarà sempre inferiore all’open rate

  • Tasso di lettori unici (unique open rate o UOR): lettori/recapitate * 100
    Valori normali sono tra il 13% e il 23%
    E’ dimostrato che inviando una stessa DEM due volte, si otterranno al secondo invio un 10% in più di lettori o cliccatori, grazie a un maggiore ricordo e familiarità.
  •  Lettori con immagini (Unique full opens): lettori che hanno scaricato anche le immagini. E’ un valore sottostimato, perché molti client di posta spesso inibiscono lo scaricamento delle immagini di default.
  • Problemi di visualizzazione (Web version viewers): n. utenti che hanno preferito cliccare sulla versione web per problemi di visualizzazione (es. lettura da cellulare).
  • Lettori senza immagini: sono lettori che hanno cliccato almeno su un link ma non hanno scaricato alcuna immagine. Quindi hanno visto il messaggio, ma non le immagini che erano contenute nel messaggio.
  • Lettori Totali: è la somma dei lettori con immagini e senza immagini.
  • Lettori senza click: lettori che hanno scaricato le immagini ma non hanno cliccato su alcun link.

g) Click: è il numero di click totali registrato. Ogni utente può cliccare più link anche più volte. Non andrebbero contati i clik sui link di inoltro, cancellazione o visualizzazione web. Se è elevato significa che il messaggio è in linea con le aspettative del target.

  • Tasso di click (CTR – click throughs rate):  n. click / n. e-mail recapitate * 100
    I valori medi spaziano tra il 2% e il 7%, con picchi del 15%.
    Un tasso inferiore al 1% dovrà essere migliorato indagando sul CTOR.
    Un valore basso può provenire da  errori nel copy dell’oggetto, se però anche il CTOR è basso il messaggio è poco interessante o non adatto al target.
    Questo dipende strettamente dalla struttura del contenuto: se il messaggio non richiede la visita di un sito web per approfondire o esaurire la comunicazione, difficilmente l’utente sarà portato a cliccare. Se invece il messaggio contiene pochi brevi richiami e stimola all’azione (click), il discorso cambia.

h) Cliccatori unici (Unique click- throughs): n. utenti che hanno fatto 1 click sui link contenuti nel messaggio. Questo valore è sotto stimato perché non tiene traccia di eventuali inoltri dell’ email (effetto inoltro)  o del fatto che le caselle come “info@” sono lette da più persone (effetto alias).

  • Tasso di cliccatori unici (Unique click- throughs Rate o UCTR): cliccatori/ recapitate * 100
  • Tasso di click sui lettori (Click to open rate o CTOR): lettori unici /su cliccatori unici*100
    Il CTOR permette di valutare la qualità del messaggio, poiché è un indicatore di quanto il messaggio stimoli all’azione (click) dopo l’apertura.
    Se basso, significa che il messaggio non sollecita all’azione.
    Il valore è sottostimato perché tiene conto solo di coloro che hanno scaricato le immagini. Provare ad utilizzare link di tipo testuale e non grafico, spiegando chiaramente cosa ci si aspetta dal lettore e perché.

i) Conversioni:  n° azioni rilevanti in relazione al n°email recapitate

  • Tasso di Conversione:  n. acquisti o Telefonate o Visite/n. e-mail recapitate * 100
    Per indicare la qualità complessiva della campagna
    Valori positivi sono tra il 3% e il 20%
  • Tasso di Conversione per UCTR:  n. acquisti o Telefonate o Visite/n. cliccatori unici (UCTR) * 100
    Per indicare la qualità della landing page e del sito sponsorizzato.

l) Disiscritti (Unsubscrivers): utenti che non vogliono più ricevere il messaggio e hanno cliccato su “cancellati”, a cui deve essere sommato il numero di coloro che hanno telefonato o scritto per essere cancellati.

  • Tasso di disiscritti (Unsubscriver rate): disiscritti / recapitete * 100

Una certa dose di disiscrizioni è fisiologica. Valori di disiscrizione pari a zero sono sintomo di modalità di cancellazione poco chiare o poco funzionali.
Valori normali sono tra lo 0,1% e lo 0,5%
Valori superiori allo 0,5% sono allarmanti e riconducibili alla scarsa fidelizzazione degli utenti o scarso interessa per il tema trattato.

 m) Lamentele (Abuse reports): n. di coloro che hanno cliccato sul bottone “segnala come spam” nella propria casella email.

  • Tasso di lamentela (Complaint rate o Abuse report rate):  lamentele/ recapitate * 100

o) Inoltri: n. di e-mail inoltrate, difficile da tracciare a meno che non si predispone un inoltro via web.

  • Tasso di inoltro (forward rate): inoltrate / recapitate * 100
    E’ bene spingere all’inoltro inserendo un link del tipo  “Inotra a un collega” che porta a una pagina web di inoltro con un form per inserire la e-mail del contatto.

Trovate ulteriori informazioni su


http://wiki.mailup.it/index.php/Interpretare_le_statistiche_di_invio


http://wiki.mailup.it/index.php/Statistiche_Di_Lettura

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